La crisi del sistema di importazione olandese
Il panorama della cannabis medica in Italia, dopo un biennio di relativa stabilità, si appresta ad affrontare una nuova fase di criticità. Il fulcro del problema risiede nel cambiamento strutturale del sistema nei Paesi Bassi: il governo olandese ha annunciato un ridimensionamento dell’Office of Medicinal Cannabis (OMC), che dal 2027 si limiterà al rilascio di licenze, uscendo dalla gestione diretta della distribuzione.
Questa transizione ha ripercussioni immediate: per il 2026 l’Olanda ha già confermato l’impossibilità di garantire l’intero quantitativo richiesto dall’Italia. Attualmente, oltre l’80% delle infiorescenze presenti nelle farmacie italiane (varietà Bedrocan, Bediol, Bedica e Bedrolite) proviene proprio dal canale olandese. Sebbene il produttore Bedrocan BV abbia avviato un nuovo stabilimento in Danimarca, dove potrà operare liberamente senza dover passare dall’OMC, tale alternativa potrà comportare l’insufficienza delle forniture.
L’avvicendamento tra Linneo e Billy Buttons
Oltre alle difficoltà di importazione, i pazienti devono affrontare un mutamento nel prontuario disponibile: il bando per la varietà Linneo (Hindu Kush) è terminato e il prodotto non è più reperibile. In sua sostituzione torna la varietà Billy Buttons dell’azienda australiana Little Green Pharma.
- Oneri burocratici: i medici devono emettere nuove prescrizioni o aggiornare i Piani Terapeutici, poiché le ricette che indicano specificamente “Linneo” o “Hindu Kush” non sono più valide per il ritiro del nuovo prodotto.
- Differenze farmacologiche: nonostante i livelli di THC simili (circa 19%), la Linneo è una varietà a dominanza Indica, mentre la Billy Buttons è Sativa. La pratica clinica evidenzia come il profilo terpenico e la genetica siano determinanti per l’efficacia; pertanto, le due varietà non possono essere considerate clinicamente intercambiabili.
Chiarimenti ufficiali sul rischio di interruzione
A seguito di confronti diretti con l’azienda produttrice e le autorità, è emerso che il contratto tra Bedrocan e l’OMC ha visto la sua scadenza alla fine del 2025. Esiste un rischio concreto di interruzione delle forniture prima che il nuovo assetto normativo olandese (previsto per il 2027) sia pienamente operativo.
Il Ministero della Salute italiano e l’Ufficio Centrale Stupefacenti (UCS) sono pienamente al corrente della situazione. La Presidenza dell’Associazione Pazienti Cannabis APS, Santa Sarta, ha confermato l’esistenza di una situazione di emergenza legata alla possibile discontinuità delle forniture, confermata anche dai colloqui diretti con l’UCS.
Continuità terapeutica e dovere di tutela
La questione centrale è la tutela della salute: i pazienti in trattamento non possono essere esposti a interruzioni improvvise o a sostituzioni non equivalenti. Dopo oltre un decennio di forniture costanti, si è generato un legittimo affidamento su specifici prodotti terapeutici. L’assenza di un piano di transizione strutturato rischia di determinare un peggioramento delle condizioni cliniche e un grave aggravio economico per le famiglie.
L’appello alle Istituzioni
L’Associazione Pazienti Cannabis APS rivolge un appello formale al Ministero della Salute affinché venga riattivato con urgenza il tavolo tecnico istituzionale. È necessario definire un piano di transizione chiaro, assicurare l’approvvigionamento delle varietà attualmente utilizzate e prevenire interruzioni che comprometterebbero la qualità della vita di migliaia di persone. La continuità terapeutica non è un privilegio, ma un diritto.