Quando parliamo di mobilità e disabilità, si tende spesso a fare confusione, pensando che qualunque contrassegno dia diritto a parcheggiare ovunque. Non è così. La legge italiana stabilisce una linea di demarcazione netta e invalicabile tra il permesso di sosta generico (CUDE) e il posto auto personalizzato e numerato (riservato ad personam). Conoscere questa differenza non è solo una questione di tecnica giuridica, ma un dovere di civiltà per prevenire abusi e, come purtroppo accaduto in un recente e drammatico fatto di cronaca, gravissimi episodi di violenza.
Nel caso che ha destato profonda indignazione, il familiare di un disabile (non assegnatario di quel posto) ha occupato illegittimamente uno stallo riservato ad personam da ben 12 anni a un cittadino in condizioni di disabilità gravissima, la cui vita dipende da macchinari salvavita. Quando la madre e il fratello del legittimo assegnatario hanno difeso il proprio diritto, sono stati aggrediti fisicamente e il fratello è stato colpito violentemente al volto con un casco, riportando lesioni gravissime e rendendo necessario il ricovero d’urgenza in ospedale.
Per comprendere la gravità di tale condotta, occorre analizzare cosa dice la legge.
1. Il contrassegno ordinario (CUDE) e i parcheggi con le strisce gialle (Art. 381, comma 2 del D.P.R. n. 495/1992)
Il CUDE (Contrassegno Unico Disabili Europeo) è un’autorizzazione strettamente personale rilasciata dal Comune a chi ha una capacità di camminare gravemente ridotta, a seguito di un accertamento medico dell’ASL.
- È legato alla persona, non all’auto: il disabile può esporlo in originale sul parabrezza di qualsiasi vettura su cui stia viaggiando (come conducente o passeggero).
- Cosa permette di fare? Consente di parcheggiare nei posti gialli generici (quelli con il simbolo della carrozzina, utilizzabili da chiunque abbia un CUDE), di sostare gratuitamente sulle strisce blu se i posti riservati sono occupati, di accedere alle ZTL e di superare i limiti di tempo nelle zone a sosta oraria. La Corte di Cassazione (sentenza n. 6892/2025) ha ribadito che il pass va esposto sempre in originale e non può essere fotocopiato.
2. Il parcheggio personalizzato e numerato: un diritto esclusivo (Art. 381, comma 5 del D.P.R. n. 495/1992)
Il posto auto numerato è un istituto profondamente diverso, molto più forte e protetto rispetto al semplice contrassegno. Come chiarito dal TAR Sicilia (Catania, sent. n. 2927/2024), non si tratta di un parcheggio comune, ma di una vera e propria concessione esclusiva di una porzione di suolo pubblico a un singolo cittadino vulnerabile.
- Perché è esclusivo? Questo spazio è contrassegnato da un cartello che riporta il numero di concessione o del tesserino del disabile assegnatario. Nessun altro, nemmeno un altro cittadino disabile munito di regolare CUDE, può occuparlo. Il TAR ha specificato che questo provvedimento comprime il diritto della generalità dei cittadini (inclusi gli altri disabili) proprio per tutelare una situazione di eccezionale e documentata gravità.
- Quali sono i requisiti? Trattandosi di un provvedimento straordinario, la legge richiede tre presupposti fondamentali e contemporanei (TAR Puglia, sent. n. 1039/2018):
- Richiesta esplicita del disabile già titolare di CUDE.
- Residenza o attività in una zona ad altissima densità di traffico.
- Totale assenza di un garage, cortile o posto auto privato accessibile (es. box di proprietà o in affitto).
L’assegnazione richiede una severa istruttoria da parte del Comune. Il TAR Lombardia (sent. n. 1561/2023) ha precisato che i requisiti sanitari per lo stallo personalizzato sono rigidi: occorre una compromissione della deambulazione gravissima, permanente e continua (come nel caso del disabile costretto all’uso costante di macchinari medici). Inoltre, il Comune ha il dovere di rispondere formalmente e in modo motivato alla richiesta, senza poter ignorare l’istanza del cittadino (TAR Lazio, sent. n. 10829/2024).
Quadro sinottico delle differenze
| Caratteristica | CUDE e Parcheggio Generico | Posto Numerato Personale (Ad Personam) |
| Chi lo può usare? | Qualunque persona disabile che esponga il pass in originale. | Esclusivamente il disabile indicato sul cartello tramite il numero di concessione. |
| Natura giuridica | Autorizzazione personale alla circolazione e sosta. | Concessione d’uso esclusivo e permanente di suolo pubblico. |
| Requisito medico | Difficoltà di deambulazione certificata dall’ASL. | Compromissione della mobilità gravissima, permanente e continua. |
| Ulteriori requisiti | Solo certificazione medica. | Zona ad alto traffico + totale assenza di box o posti privati fruibili. |
| Impatto sociale | Spazio condiviso tra tutti i titolari di contrassegno. | Riservato a un solo soggetto; vietato a tutti gli altri (anche disabili). |
In sintesi, occupare abusivamente un posto auto numerato assegnato ad personam non è una semplice disattenzione: significa privare un soggetto in condizioni di estrema fragilità di uno spazio vitale, indispensabile per la sua stessa gestione quotidiana e salute. La violenza non è mai tollerabile, ma aggredire brutalmente chi difende un diritto così fondamentale rappresenta il punto di rottura più buio del vivere civile.