È stato formalmente approvato dall’Adunanza dell’Osservatorio Nazionale sulla Condizione delle Persone con Disabilità (OND) il Terzo Piano di Azione Nazionale per la promozione dei diritti e l’inclusione delle persone con disabilità. Frutto di un intenso lavoro partecipativo che ha visto la collaborazione tra ministeri, esperti e associazioni del Terzo Settore , il documento traduce in interventi operativi i principi della Convenzione ONU (UNCRPD) , della Strategia Europea 2021-2030 e della recente Carta di Solfagnano del G7.
Il Piano si articola in 7 grandi linee di intervento strategiche – dall’Accessibilità Universale alla Salute, dall’Inclusione Lavorativa al Progetto di Vita – ma è sulla 4ª Linea di Intervento: Istruzione, Università e Formazione che si concentra la vera e propria svolta culturale per le studentesse e gli studenti con disabilità o con bisogni educativi speciali (BES).
Scopriamo nel dettaglio le principali novità e le 11 linee di azione destinate a trasformare il mondo della scuola e dell’accademia italiana.
La rivoluzione tra i banchi: scuola e continuità didattica
L’inclusione scolastica italiana vanta una lunga tradizione , ma l’applicazione territoriale dei sostegni è risultata spesso frammentata e incoerente. Per porre rimedio a queste criticità, il Piano introduce azioni d’impatto profondo:
- Una definizione chiara e universale di “inclusione scolastica”: attraverso un imminente intervento legislativo , verrà formalizzata una definizione di inclusione basata sul modello bio-psico-sociale, specificando in modo trasparente i sostegni attivabili in base alle specifiche condizioni dell’alunno.
- Stop al “valzer” delle cattedre (continuità didattica): è una delle ferite storiche della scuola italiana. Il Piano punta a blindare la continuità didattica per gli alunni con disabilità attraverso la stabilizzazione dei contratti a tempo determinato, limitando la possibilità per i docenti di passare dal posto di sostegno a quello curriculare, introducendo incentivi economici/professionali e istituendo contratti biennali per i supplenti specializzati. L’obiettivo è tassativo: completare le nomine entro il 31 agosto, per far iniziare l’anno scolastico con il docente definitivo già in cattedra.
- Partecipazione attiva e conciliazione: le famiglie, gli studenti e le studentesse saranno attivamente coinvolti nei processi di autovalutazione degli istituti. Vengono inoltre previsti questionari di gradimento e Piani per l’Inclusione di durata triennale, allineati al PTOF. In caso di criticità, si scommette su un “tentativo di conciliazione” per ridurre il contenzioso giudiziario e risolvere rapidamente le anomalie nell’erogazione dei servizi.
- Diritto all’istruzione domiciliare: viene blindato il diritto allo studio per gli studenti impossibilitati a frequentare, prevedendo l’integrazione strutturale delle attività didattiche a distanza (DAD).
- Peer teaching e “Sportelli autismo”: per supportare i docenti nella gestione di contesti complessi, si prevede il potenziamento della consulenza tra pari (peer teaching) espandendo a livello nazionale la rete degli “Sportelli Autismo” e allargandoli anche a disturbi del comportamento, ADHD e disabilità intellettive, coinvolgendo direttamente esperti delle associazioni di settore.
L’Università diventa aperta: accesso programmato e studenti BES
Il Piano registra un dato fondamentale: negli ultimi anni le Università italiane hanno visto un incremento straordinario di iscritti con disabilità, DSA o Bisogni Educativi Speciali (BES). La risposta accademica deve quindi evolvere oltre l’assistenzialismo, applicando il principio cardine dell’accomodamento ragionevole (in linea con il D.Lgs. 62/2024).
- Riforma dei Test d’ingresso e degli esami: il Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR) è chiamato ad aggiornare la normativa sulle prove di ammissione ai corsi di laurea a numero programmato nazionale e locale. Saranno strutturate misure dispensative, strumenti compensativi e modelli didattici flessibili non solo per le prove di accesso, ma per l’intero ciclo di esami universitari.
- Tutela formale degli studenti BES: verrà introdotta una regolamentazione ad hoc per riconoscere e supportare gli studenti con Bisogni Educativi Speciali che non rientrano strettamente nelle tutele della Legge 104/92 o della Legge 170/2010 (DSA).
- Più risorse agli Atenei e Università come “uditori”: verrà incrementata la quota del Fondo di Finanziamento Ordinario (FFO) degli Atenei specificamente destinata ai servizi per l’inclusione. Inoltre, in un’ottica di totale apertura culturale, le persone con disabilità complesse sprovviste di diploma di scuola superiore potranno frequentare le lezioni universitarie in qualità di “uditori”, se assistite da personale specializzato.
- Sportelli di counseling psicologico: saranno estesi e potenziati i servizi di supporto psicologico personalizzato all’interno delle Università e delle Istituzioni AFAM (Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica), con personale appositamente formato per rispondere alle necessità degli studenti con disabilità e BES.
Professionalizzazione e governance: il profilo dei docenti e degli assistenti
L’efficacia della scuola inclusiva poggia inevitabilmente sulla qualità della classe docente e del personale di supporto. Il Terzo Piano di Azione interviene anche sulla filiera della formazione e sui ruoli professionali:
- Il “Portfolio del docente”: uno strumento utile a mappare, valorizzare e monitorare le competenze inclusive acquisite dai docenti nel corso della loro carriera.
- Scuole di Specializzazione per il Sostegno Didattico: saranno individuate come veri e propri snodi strutturali sul territorio, incaricate di gestire la formazione iniziale e in servizio non solo dei docenti di sostegno, ma anche dei docenti curriculari, dei dirigenti scolastici e del personale ATA.
- Riforma dell’Assistenza per l’Autonomia e la Comunicazione: una figura cruciale per l’inclusione, il cui fabbisogno e i cui standard qualitativi professionali saranno finalmente ridefiniti e uniformati a livello nazionale tramite uno specifico accordo in sede di Conferenza Unificata , gettando le basi per appositi disegni di legge volti a superare le attuali disparità regionali.
Verso un futuro integrato
La forza di questa quarta linea di intervento risiede nella sua interconnessione con le altre direttrici del Piano. Il successo formativo scolastico e universitario viene infatti delineato come la naturale premessa sia per l’Inclusione Lavorativa (attraverso il potenziamento dell’alternanza scuola-lavoro e la transizione guidata verso l’impiego) , sia per la stesura del Progetto di Vita personalizzato. In questo nuovo modello, la persona con disabilità cessa di essere destinataria passiva di interventi assistenziali per diventare la reale ed effettiva protagonista del proprio percorso di crescita. Gli indicatori di risultato inseriti nel Piano – costantemente monitorati dall’OND e dall’Istat – diranno presto se l’Italia sarà capace di trasformare queste storiche linee guida in una realtà quotidiana e accessibile per tutti.